LeaderShe Camp: appunti di genere su impresa, tecnologia e innovazione al femminile

Parole, ispirazioni, progetti: l’edizione 2023 di LeaderShe Camp, che si è tenuta il 6 ottobre, ha portato una ventata di possibilità grazie alle testimonianze delle ospiti che hanno accettato il nostro invito. Il festival, organizzato in collaborazione con Innois, e con il contributo di Fondazione di Sardegna e Banco di Sardegna, si è rivelato anche quest’anno uno strumento potentissimo di condivisione.

Nel segno della libertà e dell’autodeterminazione, Sara Sanna, software engineer e team manager di Webranking, Ambra Demontis, ricercatrice che si occupa di intelligenza artificiale presso il D.I.E.E. dell’Università di Cagliari, Anna Satta, innovation community manager di Terna S.p.A., Laura Nacci, responsabile della formazione di SheTech, Chiara Battaglioni,  professional organizer, Donata Columbro, giornalista formatrice e scrittrice, Silvia Fanzecco, community manager di SheTech, Chiara Trombetta, head of media and events di StartupItalia, Caterina Quartana, textile designer, Viviana Sirigu, fondatrice di Kentos, Giulia Lapertosa, cofondatrice di Carriere.it, Lolla Spano, fondatrice di Hey Cutie!, Riccarda Zezza, CEO di Lifeed, Grazia Paparella, HR manager di Tiscali S.p.A., Raffaela Ardu, HR partner di Accenture Technology, Ester Cois, delegata del Rettore per l’Uguaglianza di Genere dell’Università di Cagliari, Tiziana Putzolu, Consigliera di Parità della Regione Sardegna, Susi Ronchi, giornalista e fondatrice di Giulia Giornaliste Sardegna, Valeria Fioretta, blogger podcaster e scrittrice, Stella Pulpo, scrittrice e blogger, Raffaella Aghemo, innovative lawyer, Antonella Fancello, esperta di amministrazione digitale, Cristiano De Nobili, fisico esperto di Intelligenza Artificiale, Giorgia Fumo, stand-up comedienne, e Valentina Lixi, storica dell’arte, hanno contribuito a scrivere gli Appunti di genere che hanno dato il titolo a questa edizione incentrata su impresa, tecnologia e innovazione.

Luoghi e pensieri in armonia

A fare da sfondo agli incontri, organizzati in workshop, interviste, talk e registrazioni in diretta di tre podcast, sono stati il verde e gli spazi del Tiscali Campus illuminati dal sole ancora caldo di ottobre e dalle riflessioni scaturite nel corso della giornata.

Gli incontri sotto gli ulivi

Proprio il luogo è stato coprotagonista del festival, perché lavorare e confrontarsi in un ambiente confortevole favorisce il benessere della persona e la qualità del lavoro stesso, come è emerso più volte durante gli incontri. Ecco, quindi, le chiacchierate sotto gli ulivi condotte da Chiara Trombetta che ha dialogato, in momenti diversi, con Caterina Quartana, Viviana Sirigu, Giulia Lapertosa e Lolla Spano. Le quattro imprenditrici hanno raccontato le rispettive esperienze a partire da uno o più oggetti che hanno in qualche modo segnato le loro carriere, per poi proseguire con il racconto di aneddoti ed esperienze. Dalle voci di tutte sono emersi dei punti comuni, necessari per concretizzare sogni e aspettative: formazione continua, resilienza, idee chiare, obiettivi temporali, fare rete, ascoltare e soprattutto credere in sé stesse.

Le professioni STEM

La caffetteria, luogo di incontro per eccellenza, è stata testimone delle interviste fatte da Silvia Fanzecco a Sara Sanna, Ambra Demontis e Anna Satta: sulla parete trasformata in bacheca sono comparse progressivamente le parole chiave, le competenze, le azioni, i suggerimenti che le tre professioniste dell’ambito STEM hanno scelto di condividere con i presenti: passaggi significativi per conoscere un mondo complesso, affascinante e sempre più importante per il presente e per il futuro, in cui la presenza delle donne è ancora nettamente inferiore a quella maschile.

I workshop

Spazio ai workshop condotti da Laura Nacci, Chiara Battaglioni e Donata Columbro nel giardino dei limoni, in cui il profumo degli agrumi ha accompagnato interventi di grande valore, fondamentali per l’autostima, per comprendere e analizzare il mondo che ci circonda anche in un’ottica di genere, e per raggiungere i propri obiettivi. Perché il cambiamento ha bisogno dell’azione, ma comincia dal pensiero e dalle parole che scegliamo e a cui decidiamo di dare importanza.

Il podcast “LeaderShe. Dialoghi di genere”

Con lo sguardo sui fenicotteri che popolano la laguna di Santa Gilla, Valeria Fioretta ha dato voce ai “Dialoghi di genere”, i podcast di LeaderShe Camp, con Riccarda Zezza, Stella Pulpo e Donata Columbro, che hanno parlato rispettivamente di come armonizzare e bilanciare la vita privata e familiare con quella lavorativa, di sessualità, argomento ancora troppo spesso considerato un tabù, di data feminism, un approccio che studia il funzionamento del potere e del privilegio, che generano disuguaglianze e pregiudizi, attraverso i dati.

Il palco sulla laguna tra stand-up comedy e talk

La laguna è stata la scenografia naturale degli incontri serali del festival: la verve e l’energia caustica della stand-up comedienne e ingegnera Giorgia Fumo, che ha strappato sonore risate con la sua analisi in chiave ironica, ma assolutamente realistica, dei vizi, dei cliché, degli stereotipi di genere più frequenti; le riflessioni sulla diversità nel talk moderato da Ester Cois, che ha visto Riccarda Zezza, Grazia Paparella e Raffaela Ardu confrontarsi sul valore del fattore umano, sull’uso spesso controverso delle parole “diversità” e “inclusione”, su quanto è possibile fare per conciliare al meglio, in un’ottica di benessere personale e collettivo, la vita e il lavoro. Da questo incontro sono emerse alcune parole chiave, scelte dalle ospiti: cura, valore, essere visti. A seguire, si è discusso di Intelligenza Artificiale nel talk condotto da Antonella Fancello, in cui Raffaella Aghemo e Cristiano De Nobili hanno ragionato sulla non neutralità degli algoritmi, sui meccanismi che governano le tecnologie che utilizziamo e sulla relazione tra etica e tecnologia.

L’ultimo talk della serata, moderato da Chiara Trombetta, ha affrontato un’altra annosa quanto fondamentale questione: la disparità di genere nel mondo del lavoro, che vede le donne in posizioni particolarmente critiche. Ne hanno parlato Tiziana Putzolu, che si è soffermata sulle principali cause di discriminazione a partire dalla maternità, Susi Ronchi, che ha analizzato il modo distorto in cui le donne sono raccontate nei media, e Laura Nacci, che in riferimento alla scarsa presenza femminile in ambito STEM ha evidenziato, tra gli altri, anche i benefici economici che l’Europa trarrebbe se il numero di professioniste nel settore aumentasse.

LeaderShe Camp ha disseminato la giornata di idee, suggestioni, parole dense di significati noti e altri ancora da esplorare. Ma è stata anche l’occasione per piantare semi che potranno germogliare e trasformarsi in scelte durature, in alcuni casi con il supporto di enti quali Invitalia, Sardegna Ricerche e Banco di Sardegna, che hanno accolto l’invito di Open Campus offrendo alle persone interessate consulenze one to one per segnalare incentivi, strumenti e servizi adatti alla propria idea di impresa o di startup innovativa.

Ha completato il programma la visita guidata, a cura di Valentina Lixi, alle opere presenti nel Campus, fulgido esempio di come le donne abbiano ispirato tre immensi artisti sardi: Costantino Nivola, Maria Lai e Pinuccio Sciola. La parità di diritti e di opportunità per donne e uomini passa attraverso tutte le espressioni dell’essere umano, compresa l’arte: LeaderShe Camp guarda al futuro con questa convinzione e con la consapevolezza che dal camminare insieme possano nascere grandi cose.

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