Le aziende devono ripensare i propri spazi di lavoro? La risposta è nei coworking.

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Una frase che è diventata un mantra: la pandemia ha stravolto il nostro modo di interagire con le persone e con lo spazio che ci circonda.

Questo processo di cambiamento ha investito ogni aspetto della società, compreso il mondo dell’impresa: CEO, manager e aziende hanno dovuto riadattare i loro processi organizzativi e produttivi in vista di un nuovo modo di concepire il lavoro e i suoi spazi.

Secondo un’indagine del Politecnico di Milano, il 50% delle aziende prevede di dover ridefinire i propri spazi, mentre il 47% delle grandi imprese dichiara di voler mantenere la riorganizzazione degli spazi stabiliti in risposta all’emergenza. Ben il 21% delle aziende intervistate ha in programma di sostituire le postazioni di lavoro tradizionali in favore di soluzioni di desk sharing.

Gli espedienti adottati durante l’emergenza si sono rivelati validi e funzionali, e in molti casi sono entrati a far parte in modo permanente della nuova normalità.

L’ufficio non è più il semplice luogo fisico in cui svolgere il proprio lavoro, ma diventa lo spazio di interazione e socializzazione fra i dipendenti, da frequentare periodicamente a seconda di specifiche necessità aziendali o personali: meeting aziendali, brainstorming, attività di recruiting, incontri con clienti e collaboratori.

È in questo contesto complesso che si inseriscono gli spazi di coworking: da sempre associati a freelance e start-up – per la loro attitudine a lavorare per obiettivi e in maniera flessibile – oggi vengono scelti anche dalle grandi aziende. La crescente attenzione al benessere dei dipendenti, la digitalizzazione di alcuni processi e la necessità di adattarsi a un contesto incerto, ha portato le grandi realtà aziendali a manifestare esigenze organizzative comuni e a trovare nei coworking la risposta alle proprie necessità.

Quali vantaggi?

Le organizzazioni stanno ripensando i propri spazi in ottica di maggiore flessibilità, e con un occhio all’ottimizzazione di costi e tempi. Il coworking garantisce spazi di lavoro ampi e sicuri, che mettono al centro la persona stimolandone benessere e produttività; sono sempre presenti spazi comuni e aree ricreative, che favoriscono la socializzazione; e il numero delle postazioni occupate può essere facilmente rimodulato, assecondando le flessioni di personale.

Gli spazi di coworking si prestano perfettamente alle attività dell’ufficio post-pandemia, favoriscono la creazione di un equilibrio fra produttività dell’organizzazione e benessere delle risorse umane, e contribuiscono a mantenere (e a consolidare) la cultura aziendale, i cui legami sono stati spesso messi a dura prova dai mesi di lavoro obbligato da casa.

Ecco perché oggi, anche per le grandi aziende, scegliere il coworking significa accedere a un variegato pattern di vantaggi a cui è difficile, quasi impossibile, rinunciare.

  • Economici: i costi aziendali, relativi alle spese di locazione, si riducono e si ottimizzano;
  • Sociali: i dipendenti recuperano quello che la pandemia ci ha tolto, la socializzazione e il networking;
  • Professionali: lavorare in un coworking significa allargare il proprio network, e stimola la crescita e il confronto.
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