Le app per il remote working sono le vincitrici dell’hackathon Accesso Remoto.

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Le app per il remote working sono le vincitrici dell’hackathon Accesso Remoto.

È l’App per connettere locals e smart worker ad aggiudicarsi il primo premio della Giuria dell’hackathon “Accesso Remoto – Lavorare, formarsi e connettersi oltre la presenza fisica”, l’evento online organizzato da Open Campus, dal 10 al 13 marzo, nell’ambito del progetto Innois, la piattaforma dell’innovazione di Fondazione di Sardegna, che ha proposto le challenge su #remoteworking e #distancelearning. 

I partecipanti hanno dovuto sviluppare e presentare con un pitch le proprie idee per la gestione del lavoro e della formazione a distanza, affiancati da esperti del settore che con la loro profonda conoscenza li hanno accompagnati nella concretizzazione dei progetti.

Il progetto vincitore, SOON – South Opportunity, Open Network, presentato da Luisa Zedda, Team Leader, Strategy e Network Developer, Maurizio Orgiana, Business Developer e Formatore, Francesca Usai, Esperta Comunicazione e Marketing, Marta Lodi,Community Manager, Esperta di Psicologia e Benessere psicofisico e Elide Sandrin, UX/UI & Graphic Designer, nasce dalla visione di creare una comunità di south worker insediata in diverse località della Sardegna, per immaginare un nuovo modo di lavorare che valorizzi tutte quelle realtà che vivono esclusivamente di stagionalità. Un progetto di sviluppo dal respiro tecnologico e sociale, che dà vita ad un polo di attrazione per remote workers, che possono decidere così di trasferire il proprio ufficio virtuale in una delle località della regione che aderiscono all’iniziativa. 

Chiave del progetto l’applicazione per smartphone, l’APP SOON, una vetrina virtuale di domanda e offerta di servizi destinata ai south workers, con funzionalità di matching automatizzato per la proposta di soluzioni e servizi customizzati, e la sezione “Virtual Cafè” (SOONCafè), luogo di interazione per facilitare lo scambio e la creazione di community tra futuri south workers.

Il secondo classificato

Una seconda brillante soluzione è stata individuata dal team composto da Luca Cubeddu, Business Design e Digital Transformation, Roberto Carta, Software Engineer e Anna Satta, Innovation Engineer, che si classifica al secondo posto con il progetto “WorkMate”. WorkMate è un’applicazione che permette a professionisti che lavorano da remoto di localizzare e lavorare insieme ad altri remote workers presenti nella stessa area geografica, con lo scopo di trovare qualcuno con cui condividere un’esperienza affine in presenza e con cui confrontarsi. Tramite l’App, l’utente viene geolocalizzato e ha la possibilità di visualizzare su una mappa altri remote workers che si trovano nelle vicinanze, filtrando i potenziali nuovi colleghi per area di impiego e lingua parlata. In questo modo, non solo si incentiva il remote working, ma si risolvono anche i problemi di isolamento sociale e professionale tipici di questo fenomeno. Il progetto è inoltre particolarmente attento all’interazione tra Local Remote Workers e Non-Local. 

Le altre idee in gara

A dispetto di ogni previsione, la Giuria decide di assegnare un riconoscimento extra al Team che ha presentato il progetto “Edu4All”, una piattaforma di didattica a distanza pensata per studenti con disturbi specifici dell’apprendimento.

Il Team di “University World” ha risposto alla sfida #DistanceLearning, presentando un progetto per la realizzazione di una piattaforma interattiva che accompagni studenti universitari durante il percorso universitario mediante attività di orientamento, formazione e placement. 

E sempre in risposta alla sfida #distancelearning, si inserisce “JikuSchool”, il metodo innovativo che aiuta gli insegnanti a generare lezioni sotto forma di infografiche, con lo scopo di facilitare l’apprendimento e risparmiare tempo, mediante l’indicizzazione delle lezioni secondo i criteri dello spazio e del tempo.

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