Lavorare nel digitale: il nostro racconto al Sardinian Job Day. - Open Campus

Lavorare nel digitale: il nostro racconto al Sardinian Job Day.

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“Chi ha la scrivania in Open Campus, che lavoro fa?”

Ci capita spesso di sentire questa domanda e la risposta non sempre è semplice, e spesso comporta l’utilizzo di una buona dose di neologismi e inglesismi.

Il nostro spazio di coworking ospita developer, nelle loro innumerevoli declinazioni, web content creator, SEO specialist, social media manager, copywriter, email marketing manager… per semplificare, e non perderci in lunghi elenchi, di solito diciamo che lavorano tutti nel digitale.

Cosa significa lavorare nel digitale?

Siamo partiti da questa domanda per strutturare il nostro intervento “Lavorare nel Digital. I percorsi che non ti aspetti”, che Stefano ha tenuto mercoledì 24 gennaio, durante il Sardinian Job Day, la due giorni organizzata dall’ASPAL – l’agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, che quest’anno ha fatto registrare più di 20 mila presenze.

Sapevamo che avremmo incontrato ragazzi sul punto di scegliere il proprio percorso universitario o lavorativo, ce li aspettavamo un po’ confusi, com’è normale che sia quando si tratta di prendere decisioni determinanti per il futuro. Soprattutto se ci si muove in un contesto caratterizzato da continui cambiamenti.

Li abbiamo immaginati chiedersi “Cosa voglio fare da grande?”, e sappiamo che non è facile avere la risposta pronta. Non lo è mai stato, oggi lo è ancora di meno.

Più della metà dei bambini che in questi anni frequentano le scuole elementari faranno da grandi un mestiere che ancora non esiste. Molti dei lavori che conosciamo scompariranno, altri per sopravvivere dovranno trasformarsi e nuove professioni continueranno a nascere.

Come si fa a decidere oggi cosa si farà domani, se ci sono ottime probabilità che questo lavoro non esista ancora o peggio se quello che pensiamo di voler fare potrebbe non esistere più?

Come si affronta l’imprevedibilità?

Noi, ovviamente, non abbiamo tutte le risposte e neanche tante certezze, ma sicuramente il nostro coworking, con il suo focus sul mondo digitale, è un’ottima palestra dove sperimentare l’elasticità che caratterizza l’attuale mercato del lavoro. E il motivo è presto detto.

Lavorare nel digitale spesso significa:

  • inventarsi un lavoro che ancora non esiste
  • usare tecnologie appena inventate, o ancora da inventare
  • risolvere problemi che nessuno ancora sa di avere

Tutto questo può far girare la testa e generare non poca confusione! La prima reazione potrebbe essere un desiderio incontrollabile di infilare la testa sotto il cuscino e aspettare che qualcuno decida per noi, o almeno ci dica cosa fare!

Niente panico!

Allarmarsi, o nascondersi, non serve. Ci sono strade ben più interessanti da percorrere e sono quelle che abbiamo proposto anche ai ragazzi che abbiamo incontrato mercoledì scorso.

1. Allenare la curiosità.

Le professioni digitali sono tutte appena nate e in continuo aggiornamento, il che significa che per starci dietro è fondamentale essere affamati di novità.

Può sembrare faticoso, ma c’è un grosso vantaggio: avete mai pensato a quanti libri dovreste leggere per diventare esperti di letteratura greca?

Ecco, questo non è il giusto termine di paragone. Il fatto che si tratti di professioni recenti significa, tra le altre cose, avere una “letteratura” limitata da studiare. Magari molto specifica, ma comunque limitata. E questo ci sembra un ottimo motivo per iniziare a farlo, senza la paura di ritrovarsi sopraffatti da una montagna di cose da sapere.

2. Migliorare le proprie Soft Skill.

È vero che lavorare nel digitale significa avere spesso e volentieri a che fare con il nuovo, e che non ci si può preparare perfettamente per ciò che ancora non esiste.

Però si possono coltivare quelle qualità che rendono pronti e flessibili al cambiamento, capaci di lavorare con chi ha competenze diverse e complementari rispetto alle nostre, sicuri nella gestione del proprio lavoro e fantasiosi quando si tratta di trovare soluzioni a problemi sempre nuovi.

3. Avere coraggio!

Non esiste una ricetta per il coraggio, possiamo però provare a darvi qualche piccola ispirazione. Avete sbirciato le storie dei nostri coworker, raccontate nella pagina community? Leggendo le loro schede potete scoprire di cosa si occupano e il percorso che hanno fatto per arrivarci.

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