Intervista a Francesco Medda, fondatore di Scloby

Intervista a Francesco Medda, fondatore di Scloby

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Scloby è una startup innovativa che ha lanciato un nuovo punto cassa fiscale: attraverso tablet e/o smarthphone si possono gestire sia gli ordinativi dei clienti che l’emissione dello scontrino fiscale. Abbiamo intervistato Francesco, il fondatore di Scloby.

Ciao Francesco. Come nasce l’idea di Scloby?
Scloby nasce nel 2012 con lo sviluppo delle prime versioni del software. Sono uno sviluppatore web e per via del mio lavoro mi sono spesso confrontato con commercianti. Il problema di base era che i miei clienti avevano difficoltà a utilizzare gli strumenti web (social media, e-commerce, internet etc.). E sono proprio questi strumenti che hanno aiutato molti commercianti oggi a uscire dalla crisi. A giugno 2013 ho poi fondato la società, la Scloby srl (iscritta al registro delle startup innovative).

Come funziona il servizio?
Scloby è un sistema di punto cassa omologato dall’Agenzia delle Entrate che permette di svolgere tutte le varie funzioni dei registratori di cassa “un pò evoluti”: integra le funzionalità del commercio tradizionale con i servizi online, come la creazione di promozioni ad hoc e conseguente pubblicazione sui social network, nonché la selezione di articoli presenti in negozio per la pubblicazione nell’e-commerce. Abbiamo realizzato un prodotto sulle esigenze delle piccole imprese, contrariamente ai software pensati per la grande distribuzione. Nel caso dei ristoranti ci occupiamo anche dell’ordinazione al tavolo e di stampare la comanda in cucina.

Il vostro modello di business.
L’azienda che vuole usufruire di Scloby paga un piccolo costo di attivazione e un canone mensile. Questa soluzione è economicamente più conveniente rispetto all’acquisto di un registratore di cassa evoluto e paragonabile ad uno base. Con il vantaggio di stampante inclusa nel prezzo ed un’assistenza premium.

Mercato di riferimento
Al momento operiamo solo in Italia, ma ci stiamo attivando operare anche all’estero. Crescere quì nel nostro Paese non è semplice: il nostro è uno dei mercati più complessi per quanto riguarda i punti cassa. Infatti alcuni competitors, quali Square e Livepos, non sono presenti qui da noi proprio per la difficoltà di natura giuridico-amministrativa in un mercato come il nostro.

Siete stati supportati da qualche acceleratore/incubatore?
Noi siamo incubati presso l’I3P di Torino. A luglio dell’anno scorso è entrato Club Italia investimenti, che ha investito 25.000€ in cambio del 10% delle quote. A gennaio di quest’anno ha investito altri 25000€ in cambio di un altro 5%.

Quanti siete nel team?
Io sono il Founder. Ho preso nel team altri sviluppatori, di cui due lavorano da Sassari e altri due da Torino. Abbiamo una designer e un insieme di consulenti, alcuni di loro tra l’altro sardi.
Quali difficoltà avete incontrato durante lo sviluppo della vostra startup?
La burocrazia è stato il nostro nemico principale. Specie nei primi mesi l’80% del tempo era dedicato a moduli, raccomandate, fax e (raramente) PEC.

La vostra azienda è iscritta nell’apposito registro delle startup innovative?
Si. Siamo una startup innovativa.

Meglio stare in Italia o fuggire all’estero?
Se il modello di business non è strettamente legato all’Italia, non è male l’idea di andare all’estero. Noi abbiamo optato per l’Italia, anche se sicuramente non è facile. Abbiamo una sede operativa a Torino (dove condividiamo lo spazio con startup quali Tacatì e Gnammo) e un’altra a Serrenti.

Francesco Medda, classe 1986, ha studiato Elettronica e Telecomunicazioni alle superiori a Cagliari e poi ha proseguito in Ing.Informatica al Politecnico di Torino. Da sempre sviluppatore web freelance (il primo sito a pagamento l’ha fatto a 15 anni), è innamorato di cloud e mobile. Ama la cucina, la subacquea e viaggiare.

Articolo di Antonio Marco Camboni

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