Cagliari Nomad Town, la destinazione giusta per un'esperienza da smart worker - Open Campus

Cagliari Nomad Town, la destinazione giusta per un’esperienza da smart worker

News

Dice il Sole24Ore che in Italia manca la cultura manageriale per sviluppare il cosiddetto smart working. Eppure ormai anche la legge del nostro paese garantisce in fase contrattuale obblighi e doveri di dipendenti e datori di lavoro che vogliono mettere in piedi progetti di remote working. Sembra quindi che anche nel nostro paese ci siano tutti i presupposti affinché la voglia di lavorare da remoto, magari muovendosi in giro da un luogo all’altro del globo, possa essere soddisfatta in pieno.

Remote working, smart working e nomadismo digitale, che differenza c’è?

Ci sono aziende e professionisti che pensano che lo smart working sia un modello di lavoro che consente di risparmiare denaro sui costi fissi d’ufficio da un lato e, dall’altro, di poter lavorare tutto il giorno in pigiama dentro casa. Niente di più sbagliato (o quasi).

Dietro il concetto di smart working ci sono una serie di presupposti fondamentali che liberano le parti della relazione lavorativa da vetusti obblighi, dandogli la possibilità di gestire tempi e responsabilità in maniera più personalizzata e orientata alle performance del progetto seguito.

In questo contesto si inserisce l’idea di vivere una vita da “nomade” grazie alla possibilità offerta dalle tecnologie digitali di lavorare da remoto. È proprio grazie ad internet, ai software di project management, al cloud che si concretizza il sogno di molti di lavorare viaggiando. Lavorare in maniera SMART quindi vuol dire essenzialmente svolgere le proprie mansioni con la voglia di raggiungere degli obiettivi condivisi gestendo i propri tempi in maniera soggettiva e, soprattutto, responsabile.

Da Bali a Cagliari, il passo è breve per un nomade digitale.

Di destinazioni dedicate ai nomadi digitali il nostro mondo è pieno. Cercando online si trovano una miriade di articoli, blog post e contenuti vari che stilano classifiche, liste, consigli e quant’altro possa essere utile a intraprendere la “carriera” da nomade in giro per il mondo. Secondo Nomadlist, portale UGC di riferimento per questo mondo, le mete con un rating più alto sono Buenos Aires (Argentina), Chiang Mai (Thailand) e in cima al podio troviamo Changgu, Bali (Indonesia).

La nostra Cagliari si trova in 789esima posizione ma c’è da dire che le informazioni presenti sul portale di riferimento dei nomadi digitali di mezzo mondo (compresi gli italiani) sono davvero parziali. Ti aiutiamo noi a capire perché Cagliari (e la Sardegna tutta) è una destinazione perfetta dove vivere un’esperienza smart da veri nomadi digitali.

10 motivi per cui devi scegliere Cagliari per lavorare da remoto

Per stilare questa breve lista (potrei indicarti molti più motivi, ma poi potresti pensare che sono troppo di parte!) mi sono attenuto ai preziosi consigli condivisi da Gaby e Kristen di One Bag Nomad su come scegliere la città giusta per trascorrere un periodo da digital nomad.

Fuso orario

Suppongo che tu, lettore, sia italiano se ti trovi su questa pagina. Tuttalpiù non sei italiano ma parli talmente bene la nostra lingua da riuscire a leggere senza problemi questo post. Dunque, non credo tu abbia particolari problemi di fuso orario. Se hai degli amici che vivono in Europa e stanno cercando un luogo dove lavorare da remoto, Cagliari al massimo ha un’ora di fuso orario. Sarà come stare a casa!

Costo della vita

Forse la nostra bella città non è il luogo più economico del nostro paese ma di certo non è un posto costoso come le città più blasonate. Con quello che ti serve per un mese di vita nomade a Milano, Firenze o Roma, a Cagliari ci trascorri un trimestre da pascià.

Internet

Tutto il centro cittadino è coperto da una funzionante e performante rete wifi completamente libera. Non c’è bisogno di alcuna registrazione per accedere e in quasi tutti i bar e i locali privati trove buone connessioni interne. Ma il non plus ultra, udite udite, è la possibilità di avere connessione wifi libera lungo tutta la spiaggia libera del Poetto! Oltre 5 chilometri di costa piena di bar e di sabbia dorata pronta a scottarti i piedi durante le tue pause di lavoro in costume da bagno. L’unica cosa di cui hai bisogno è un buon ombrellone, qui il sole brucia. Al massimo puoi trovare ristoro in uno dei tanti bar lungo la strada che costeggia la spiaggia; qui non dimenticare di sorseggiare una birra sarda gelata.

Accessibilità degli alloggi

Il mercato degli affitti in città è abbastanza dinamico. Il centro forse è un po’ costoso di altre zone residenziali ma si riescono a trovare un sacco di offerte interessanti. Per i nomadi digitali più giovani, poi, c’è tutto un mondo legato agli appartamenti per universitari che è da scoprire. I prezzi sono davvero abbordabili. Nel caso in cui hai bisogno di un affitto breve, guarda pure su Airbnb troverai sicuramente quello che cerchi.

Bar e spazi di coworking dove poter lavorare

Ci siamo noi, aperti h24 7 giorni su 7. Abbiamo da poco anche uno spazio tutto nuovo più grande e bello e un’area living spaziale con vista fenicotteri rosa. C’è altro da aggiungere? 😀

Comunità dei digital nomad

Per questo abbiamo bisogno di te. Qui in Open Campus ne sono passati di nomadi digitali. Italiani, tedeschi, rumeni, italiani, neo zelandesi e tante altre nazionalità hanno trovato ospitalità tra le nostre postazioni. Queste presenze non ci bastano però, ci piacerebbe che la comunità di remote worker che scoprono Cagliari sia sempre più grande e variegata. Ti aspettiamo.

Servizi

Attività sportive, palestre, eventi culturali, locali notturni, trasporto pubblico, servizi per bambini, qui a Cagliari c’è davvero tutto. Non è un caso che nel 2017 Cagliari è stata città europea dello sport e nel 2015 capitale italiana della cultura.

Vicinanza ad altre destinazioni

La Sardegna è un’isola nel bel mezzo del Mediterraneo. Quindi, molto vicino a Cagliari c’è il resto di un’isola che non è sbagliato considerare come un continente. Centinaia di chilometri di coste, tradizioni e costumi che cambiano da un paese all’altro. Biodiversità da vendere e paesaggi naturali mozzafiato in ogni angolo.

Ma Cagliari è anche il principale hub dell’isola. Qui ci sono un aeroporto internazionale che d’inverno collega la città con oltre 40 destinazioni europee e in estate i voli triplicano. In porto attraccano traghetti da Napoli e Palermo, per non parlare della miriade di imbarcazioni da diporto che arrivano da ogni dove per godersi la nostra città.

Qui non ti sentirai isolato, il nostro mare non è un limite ma una via di comunicazione che ci connette con il resto del mondo da millenni.

Necessità di visti e altra burocrazia

Se sei un cittadino europeo, fin quando il trattato di Shengen sarà in vigore e gli indipendentisti sardi non faranno la loro “rivoluzione”, stai tranquillo. Per venire a fare il nomade digitale a Cagliari non hai bisogno di alcun visto!

 

Il post è un contributo al Blog di Open Campus da parte di Alessio Neri – Fare Digital Media.

*In foto la vista dall’Area Living di Open Campus.

,
Menu